Speciale invasione Ucraina

Verso Kiev

Enzo Fortunato
Pubblicato il 15-04-2022

Huffpost accompagna Padre Enzo Fortunato nel suo viaggio verso l'Ucraina con un tir carico di aiuti e di umanità


In partenza, con in mente la celebrazione odierna, giovedì santo, e le parole di Don Tonino Bello sulla stola e il grembiule, diritto e rovescio di un unico simbolo sacerdotale. Se la stola è liturgia, preghiera, il grembiule è servizio per l’umanità. 
 
Con questo spirito ero partito con Lucia Annunziata qualche anno fa per il nord dell’Iraq dove la comunità cristiana continua ad essere perseguitata dallo Stato islamico. E non erano mancati momenti di tensione con l’apparato militare iracheno. Ma questa volta sento che tutto è più difficile. La paura ti prende. Un sapore amaro pervade anche il gesto più consueto: ho vergogna di preparare lo zaino. Persino il necessaire per il viaggio mi sembra superfluo. La guerra ti spoglia dentro e fuori. "Andate nudi per il mondo", non era questa la raccomandazione di san Francesco?
 
In questi giorni abbiamo lavorato moltissimo per raccogliere ciò che è davvero necessario per gli aiuti umanitari: medicinali, coperte e telefoni cellulari per rendere possibile il contatto con i propri cari. L’ultima offerta ricevuta è di una signora che mi consegna una busta. Con una raccomandazione: "Sono i risparmi della nostra famiglia", mi dice.
 
Con la cooperativa sociale Auxilium e l’associazione Croce di Sant’Andrea di Amalfi abbiamo raccolto un mare di bene  (ma la campagna continua ancora fino a giugno e avrà il suo apice il 10 di quel mese).  La comunità di Sant’Egidio non conosce sosta per gli aiuti umanitari: un ponte solidale che collega direttamente Trastevere a Leopoli.  Alla chiesa dei Santi Apostoli, - dove mi reco prima di partire- il ministro generale dell’Ordine dei frati minori conventuali, Carlos Trovarelli mi dice che lì ci sono i nostri frati... lì anche i volontari di sant'Egidio... gli uomini e i giovani di buona volontà.
 
Tanti volontari ci aspettano. Altri possono contribuire con un sms solidale al numero 45515. Salutandolo, mi raccomanda di aggiornarlo quotidianamente. La celebrazione comincia e tra incensi, canti e preghiere una comunità si raccoglie nel nome della pace e della speranza. Ora in viaggio con poche cose e tanta paura. Due volontari, Emiliano e Andrea, già mi aspettano a Venezia. Il Tir è carico di umanità. Il venerdì santo sarà in Ucraina terra dove scorrono lacrime e sangue.

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