francescanesimo

L’ “oggi” di San Francesco (3° puntata)

Antonio Tarallo
Pubblicato il 03-10-2023

Intervista a padre Stefano Cecchin

Siamo a pochi giorni dalla festa di San Francesco d’Assisi: c’è fermento e preghiera in Assisi e nel cuore di tutti i fedeli del santo sparsi nel mondo. Da quel 1223 che segna con la Regola bollata l’inizio “ufficiale” del cammino francescano, sono trascorsi 800 anni: si sono alternate nella storia dell’uminità svariate vicende e tanti volti di donne e uomini si sono affacciati tra le onde del vasto oceano dell’umanità. La Storia percorre sentieri, la società cambia. Ma, in questo continuo mutamento, rimane saldo ai principi e alle idee di San Francesco, il carisma francescano che ancora parla al mondo contemporaneo con la stessa forza e creatività di ieri. Ma cosa vuol dire essere francescano oggi? Cosa vuol dire vivere il carisma di San Francesco d’Assisi alle soglie del 2024? Perché il santo d’Assisi rimane un punto fermo della Crisitianità, della Chiesa? E perché riesce a parlare ancora con grande forza a credenti e no? E’ a tali domande che questa indagine vuole rispondere. E’ un cammino che vedrà impegnati tre diverse voci, corrispondenti a tre diverse “ramificazioni” della grande Famiglia francescana: voci-testimonianze dell’ordine dei Frati conventuali, dei Frati Cappuccini e dei Frati Minori. Sono delle pillole, piccole puntate che presentiamo ai nostri lettori nell’attesa della grande festa per il nostro San Francesco, patrono d’Italia.

Dopo aver ascoltato le voci di padre Raffaele Di Muro (dell’Ordine dei Minori Conventuali) e padre Roberto Papini (dell’Ordine dei Cappuccini), è la volta della testimonianza di un frate dell’Ordine dei Minori: è padre Stefano Cecchin, voce autorevole della mariologia, presidente della Pontificia Academia Mariana.

Cosa vuol dire essere francescano oggi?
Prima di tutto direi che è necessario precisare che la scelta di essere francescano oggi è sicuramente una scelta controcorrente in un mondo che sembra sempre portarci a scelte tutte scelte diverse. Essere francescano oggi vuol dire - lasciando perdere la visione che definieri un po’ “naif”: mi riferisco soprattutto alla visione del San Francesco tra fiori e piante, tra sole e luna - soprattutto guardare all’essenziale del suo messaggio: scegliere la sequela di Cristo. E’ questo che ha fatto San Francesco ed è questo a cui siamo chiamati ancora oggi.

Cosa vuol dire vivere il carisma di San Francesco d’Assisi alle soglie del 2024?
Francesco è quell’uomo che ha detto: “Io ho fatto la mia parte. La vostra, Cristo ve la insegni!” (FF1239). Ecco, siamo invitati tutti a non essere copie (brutte copie) di San Francesco, bensì dobbiamo noi cercare la nostra missione in quello spirito - sempre vivo - di Francesco che è, in fondo, semplicemente quello di Cristo. Mi ha sempre colpito la frase che Francesco scrive nelle ultime volontà a Santa Chiara: “Io, frate Francesco piccolo, voglio seguire la vita e la povertà dell’altissimo Signore nostro Gesù Cristo e della sua santissima madre e perseverare in essa sino alla fine”. Questo vuol dire vivere il carima di Francesco: seguire il Vangelo di Cristo!

Perché il santo d’Assisi rimane un punto fermo della Crisitianità, della Chiesa?
Perché è lo stesso messaggio di Francesco ad avere in sé uno spirito che supera i tempi. Questo è perché il messaggio del santo d’Assisi è semplicemente quello stesso di Cristo: è sempre nuovo, sempre fresco, sempre nuovo e che vale per ogni epoca. Per sempre.

Perché riesce a parlare ancora con grande forza a credenti e no?
Francesco incarna in sé il vero Dio, vero uomo. Francesco che parla con parole che si rifanno alla Parola e che, dunque, riescono a raggiungere tutti. Quelle parole, figlie della Parola, vogliono - come ieri così oggi - portare armonia e pace in ogni essere umano affinché possiamo essere tutti testimoni della tenerezza di Dio nel mondo. Questa è la nostra missione di ieri. Questa è la nostra missione ancora di oggi.

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