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La Via Crucis di Bari 

Gelsomino Del Guercio pixabay
Pubblicato il 09-03-2023

la sofferenza della croce si respira attraverso le immagini

Una Via Crucis in cui la sofferenza della croce si respira attraverso le immagini. Ma non sono gli scatti di Gerusalemme, e quello di cui stiamo parlando non è la strada di Gesù verso il Golgota. La “via della croce” si trova a Bari e ad idearla è stato un frate cappuccino: fra’ Nicola Summo, vice parroco alla chiesa di Santa Fare.

IL LIBRETTO
In collaborazione con il fotografo e grafico barese Michele Guerra, fra Nicola ha realizzato un libretto di 36 pagine strutturate sul simbolico cammino delle quattordici stazioni della Via Crucis, che si evocano nei venerdì di Quaresima.

I 20 RITRATTI
Nel progetto si incastonano venti scatti fotografici tesi a rispecchiare ritratti di vita nella città di Bari, come una luce nuova che all’alba di Pasqua risanano i loro volti e le loro vite. Da Davide, giovane volontario della parrocchia San Marcello alla mensa per i poveri, agli emarginati nei pressi di una spiaggia e in riva al mare. Quindi due esclusi su una panchina del lungomare e le donne in visita al carcere. La sarà pregata e meditata in diverse parrocchie cittadine.

https://twitter.com/nsummo1

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UNA VIA CRUCIS “MODERNA”
«Questa Via Crucis moderna - spiega il 52enne religioso barese a La Gazzetta del Mezzogiorno - nasce da un’esperienza concreta fatta con l’incontro e l’ascolto di tante fragilità della vita quotidiana presenti nel nostro territorio. Un’esperienza unica a partire dalle corsie degli ospedali, nel dormitorio, fra i senza dimora, nel volontariato, nelle comunità, nelle parrocchie e negli ambulatori medici». «L’incontro con la fragilità e vulnerabilità - continua fra’ Nicola - è più comune di quanto si immagini. Per strada, al mercato, nella stazione, persone in stato di bisogno reclamano il nostro aiuto e la nostra attenzione».

“ABBIAMO FERMATO DEGLI ISTANTI”
«Un passo ed una foto alla volta - dice il grafico Michele Guerra - abbiamo fermato degli istanti. Le nostre vite, anche nella bella città di Bari, sono campi di battaglia e di contraddizioni. La vita è fatta di queste assurdità. Le foto di questa raccolta vogliono essere finestre nella scatola della nostra città».

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